L’articolo di oggi verte sui disturbi delle funzioni esecutive. Se nello scorso articolo abbiamo introdotto cosa sono, oggi possiamo permetterci di capire cosa succede in caso vi fosse una lesione nelle loro sedi.



Lesioni ai lobi frontali e disturbi delle funzioni esecutive

Dovete sapere che le funzioni esecutive hanno la loro base proprio nei lobi frontali, di cui abbiamo già sentito parlare. Infatti, questa parte del cervello è stata citata proprio nell’articolo che spiegava la suddivisione in lobi.

Cervello suddiviso nei vari lobi: frontale, parietale, temporale e occipitale.

Dall’articolo sappiamo che i lobi frontali sono le porzioni di cervello che si sono sviluppate più di recente. Con questo, intendo sia a livello filogenetico (è stata l’ultima area ad essere apparsa nella storia evolutiva dell’essere umano) sia a livello ontogenetico (è l’ultima area cerebrale a svilupparsi in ogni persona, poiché matura completamente solo nella prima età adulta, dopo il periodo adolescenziale).

Dobbiamo, però, precisare che i lobi frontali non sono solo la sede delle funzioni esecutive. Sono composti, infatti, da due aree principali. La corteccia:

  • motoria, che si trova nella parte posteriore dei lobi frontali e si occupa della pianificazione, controllo ed esecuzione dei movimenti volontari.
  • prefrontale, che si trova nella parte anteriore dei lobi frontali e possiede, al suo interno, diversi circuiti con ruoli differenti.
Lobo frontale suddiviso in corteccia motoria e prefrontale

I circuiti prefrontali

Nello specifico, la corteccia prefrontale è connessa a diversi circuiti. Quello:

  • dorsolaterale, in cui un danno all’omonima corteccia porta ad un vero e proprio disturbo delle funzioni esecutive;
  • del giro cingolato anteriore, in cui un danno esteso alla corteccia orbitofrontale mediale e al cingolo anteriore porta ad un disturbo della motivazione;
  • orbitofrontale laterale, in cui un danno all’omonima corteccia e alle sue aree connesse porta ad un cambiamento di personalità, forte impulsività e disinibizione.

Ognuna di queste zone avrà modo di essere approfondita in sede separata quando si parlerà, rispettivamente, di motivazione e di personalità. Concentriamoci, ora, unicamente sul nostro argomento cardine: le funzioni esecutive. Come avete appena letto, i disturbi delle funzioni esecutive conseguono principalmente ad un danno al circuito dorsolaterale. Ebbene, il nome che racchiude i disturbi delle funzioni esecutive è precisamente: sindrome disesecutiva o sindrome frontale.


La sindrome disesecutiva

La sindrome disesecutiva è un insieme di disturbi delle funzioni esecutive composto da una vasta gamma di sintomi. Possiamo, però, categorizzare i deficit dei pazienti con tale sindrome nel seguente modo:

  • Controllo inibitorio: il paziente ha dei problemi nel controllo degli impulsi o degli automatismi e fa quello che si sente di fare in quel preciso istante “senza pensarci sopra”;
  • Memoria di lavoro: il paziente fatica a concentrarsi, ha delle lacune nel trattenere le informazioni e nel lavorare sul materiale immagazzinato, può presentare anche confabulazioni (creazione di false memorie per eventi mai accaduti);
  • Flessibilità cognitiva: il paziente possiede schemi di ragionamento e d’azione molto rigidi e non riesce a riformulare strategie per risolvere problemi, qualora quelle adottate risultassero inadeguate (comportamento perseverante);
  • Pianificazione, ragionamento e problem-solving: il paziente non riesce più a formulare un piano d’azione, a programmare ed organizzare pensieri ed azioni in modo efficace e, di conseguenza, fatica a trovare anche delle strategie per la risoluzione di problemi.

Il paziente, quindi, non riesce più a prendere delle decisioni efficaci, dal momento non è più in grado di organizzare un ragionamento. Inoltre, può mettere in atto comportamenti socialmente inadeguati dato che non riesce a frenare gli impulsi. Risulta disinibito, non si controlla, è più propenso a mettere in atto azioni pericolose e a sviluppare dipendenze.


I disturbi delle funzioni cognitive: conclusioni


In questo articolo abbiamo parlato dell’associazione tra funzioni esecutive e lobi frontali, apprendendo che un vero e proprio disturbo di queste avviene principalmente in seguito ad un danno al circuito prefrontale dorsolaterale (che può essere dato da un ictus, da un trauma cranico, da neoplasie oppure da patologie neurodegenerative come la demenza).

I disturbi delle funzioni esecutive possono essere racchiusi nella diagnosi di sindrome disesecutiva o frontale. Questa comprende una vasta gamma di sintomi che riguardano deficit di inibizione, memoria di lavoro, flessibilità cognitiva, oltre che di pianificazione, ragionamento e problem solving.


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